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Ben-Hur 1959: Recensione e Trailer

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Ben-Hur 1959: Recensione e Trailer

« Proprio al momento in cui moriva, l’ho udito dire: “Padre, perdona loro, perché non sanno quel che fanno.” […] E a quella voce, ho sentito cadermi la spada di mano. »

Ben-Hur è un film statunitense del 1959 diretto da William Wyler ed interpretato da Charlton Heston, Stephen Boyd, Haya Harareet, Hugh Griffith, Martha Scott, Sam Jaffe e tanti altri. Narra la storia del principe ebreo Giuda Ben-Hur, tradito dal suo vecchio amico d’infanzia, il tribuno romano Messala. Ben-Hur troverà la sua vendetta in occasione della grandiosa corsa delle quadrighe al Circo di Antiochia, una delle più spettacolari scene d’azione della storia del cinema. Il sottotitolo del film, A Tale of the Christ, che significa Un racconto del Cristo, è dovuto al fatto che tutta la vicenda si svolge al tempo e nei luoghi in cui si consuma la storia di Gesù Cristo; nel film egli, interpretato da Claude Heater, compare tre volte, senza mai essere mostrato in volto. Viene raccontata la sua nascita a Betlemme, lo si incontra di nuovo a Nazaret, dove dà un po’ d’acqua a Ben Hur che, in catene, è portato alle galee attraverso il deserto, e lo si vede (inizialmente da lontano, poi più da vicino, ancora di spalle) all’inizio del Sermone della Montagna. Infine si vede Cristo, durante la Via Crucis, sfilare con la croce in spalla davanti a Ben Hur, Miriam e Tirzah. L’intero film è ispirato all’omonimo romanzo del generale Lew Wallace da cui sono stati tratti altri due film precedenti, uno del 1907 e l’altro del 1925, diventati punti di riferimento del cinema muto. Insieme a Titanic (1997) e Il Ritorno del Re (2003), è il film premiato con il maggior numero di premi Oscar, ben 11. Ha mantenuto tale record per 38 anni, fino all’uscita di Titanic nel 1997. Venne presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1960.

Gerusalemme, I secolo d.C. Il film prende il via quando i re magi giungono alla grotta di Betlemme per adorare il neonato Gesù. La narrazione ha quindi un salto temporale in avanti di 26 anni, quando in Giudea giunge il nuovo governatore romano Valerio Grato e, con lui, il nuovo comandante delle legioni, Messala, inviato per sopprimere le rivolte dei Giudei; Giuda Ben Hur è un ricco principe e mercante giudeo che, per difendere il suo popolo, entra in contrasto con Messala, suo vecchio amico d’infanzia. Durante la parata di benvenuto, dalla terrazza della casa di Ben Hur, da cui è affacciata la sorella Tirzah, cadono accidentalmente delle tegole proprio sul governatore. Pur sapendo della loro innocenza, Messala fa imprigionare Tirzah e sua madre Miriam e condanna Ben Hur alla schiavitù sulle galee. Mentre Ben Hur è in cammino verso il suo destino con gli altri schiavi, il gruppo si ferma nei pressi di un pozzo. I sorveglianti concedono ai prigionieri di dissetarsi, ma non a Ben Hur: egli è però soccorso dal Messia, che si mostra misericordioso e porge dell’acqua allo sfortunato ex-principe. Dopo quattro anni di lavori forzati, la nave su cui Ben Hur è costretto ai remi in catene, viene coinvolta in una battaglia navale, durante la quale egli riesce a salvare la vita al console romano Quinto Arrio, caduto in mare; la battaglia è vinta dai Romani e così Arrio, riconoscente, libera Ben Hur e lo conduce con sé a Roma, adottandolo come figlio. A Roma, Ben Hur diventa campione delle corse con le bighe, ma il pensiero per la sorte della madre e della sorella continua a non dargli pace, cosicché decide di tornare nella sua terra natia. Durante il tragitto verso Gerusalemme, Ben Hur incontra Baldassarre, uno dei Re magi, il quale si sta recando in Giudea per vedere il Messia, che già aveva adorato alla nascita e che accidentalmente confuse con lo stesso Ben Hur durante il loro primo incontro.; il vecchio re magio fa conoscere a Ben Hur lo sceicco Ilderim, il quale gli propone di correre per lui nella grande corsa delle bighe in programma a breve a Gerusalemme: Ben Hur accetta, sapendo che alla corsa parteciperà anche Messala, e si allena scrupolosamente per la gara, meditando vendetta. Ritornato nel frattempo nella sua vecchia dimora di famiglia, Ben Hur vi ritrova l’anziano e fedele amico Simonide, e la di lui figlia Ester, da sempre innamorata di Ben Hur e da anni in attesa del suo ritorno. Ester tace a Ben Hur la triste sorte della madre Miriam e della sorella Tirzah, che sono ancora vive ma che hanno contratto la lebbra in prigione, raccontandogli invece che le due donne sono morte da tempo in carcere. Distrutto dal dolore, Ben Hur giura vendetta contro Messala e affronta eroicamente la corsa delle bighe nell’arena di Gerusalemme, uscendone vincitore nonostante il comportamento scorretto di Messala, che tenta più volte di sopraffarlo. Lo stesso Messala viene calpestato dai cavalli di un altro carro in gara e rimane mortalmente ferito. Negli ultimi istanti di vita, tra atroci sofferenze, Messala rivela a Ben Hur che Miriam e Tirzah sono in realtà ancora vive, ma che si trovano confinate nella valle dei lebbrosi poco fuori dalla città. Nonostante la ferma opposizione di Ester e incurante del pericolo di contagio, Ben Hur si reca più volte da loro e, disperato, le conduce a vedere il passaggio di Gesù Cristo, che proprio in quei momenti sta compiendo la sua dolorosa Via Crucis. Alla morte di Cristo, Miriam e Tirzah scoprono di essere miracolosamente guarite dalla lebbra e riabbracciano Ben Hur ed Ester. Il film si conclude con un pastore che pascola il proprio gregge, con il Golgota sullo sfondo e le tre croci vuote.

Trailer del Film




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